Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente (Deuterocanonici)

Esdra 6:9-21 Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente (Deuterocanonici) (TILCD)

9. Ogni giorno, senza eccezione, saranno forniti, secondo le indicazioni dei sacerdoti di Gerusalemme, tori, montoni e agnelli da offrire in sacrificio sull’altare al Dio del cielo, come pure frumento, sale, vino e olio.

10. Così i sacerdoti potranno fare offerte gradite al Dio del cielo per la vita del re e dei suoi figli.

11. «Ordino ancora: se qualcuno non osserverà questo decreto, si prenda una trave dalla sua casa, la si drizzi ed egli vi sia impiccato; la sua casa sia ridotta a un letamaio.

12. Il Dio che ha scelto Gerusalemme come luogo della sua presenza distrugga tutti i re e tutti i popoli che non mi ubbidiranno e cercheranno di abbattere il suo tempio.«Io, Dario, ho fatto questo decreto: sia eseguito alla lettera».

13. Allora Tattènai, governatore della regione occidentale, Setar-Boznài e gli altri funzionari fecero esattamente ciò che il re Dario aveva comandato.

14-15. In tal modo i capi dei rimpatriati poterono proseguire con successo l’opera di ricostruzione, sostenuti dalla parola del profeta Aggeo e di Zaccaria figlio di Iddo. Finalmente, il ventitré del mese di ∆Adar del ∆sesto anno del regno di Dario, la ricostruzione del tempio fu condotta a termine, secondo la volontà del Dio d’Israele, e gli ordini dei re persiani Ciro, Dario e ∆Artaserse.

16. Tutti gli Israeliti che erano ritornati dall’esilio — gente del popolo, sacerdoti e leviti — celebrarono con gioia la dedicazione del tempio.

17. Per l’occasione, offrirono in sacrificio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e inoltre dodici capri, uno per ogni tribù d’Israele, come sacrificio per il perdono dei peccati di tutto il popolo.

18. Poi stabilirono i turni di servizio al tempio di Gerusalemme per i sacerdoti e i leviti, come è scritto nella legge di Mosè.

19. I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese dell’anno.

20. Soltanto i sacerdoti e i leviti, tutti insieme, avevano compiuto i riti di purificazione. Così erano in condizione di preparare gli agnelli pasquali per gli altri rimpatriati, per i sacerdoti loro fratelli e per se stessi.

21. Parteciparono dunque alla cena della Pasqua gli Israeliti tornati dall’esilio con tutti gli altri che avevano abbandonato le religioni corrotte dei popoli vicini e si erano uniti a loro per rimanere fedeli al Signore, Dio d’Israele.