Nuova Riveduta 1994

Lettera ai Romani 4:13-25 Nuova Riveduta 1994 (NR94)

13. Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abraamo o alla sua discendenza in base alla legge, ma in base alla giustizia che viene dalla fede.

14. Perché, se diventano eredi quelli che si fondano sulla legge, la fede è resa vana e la promessa è annullata;

15. poiché la legge produce ira; ma dove non c'è legge, non c'è neppure *trasgressione.

16. Perciò l'eredità è per fede, affinché sia per grazia; in modo che la promessa sia sicura per tutta la discendenza; non soltanto per quella che è sotto la legge, ma anche per quella che discende dalla fede d'Abraamo. Egli è padre di noi tutti

17. (com'è scritto: «Io ti ho costituito padre di molte nazioni») davanti a colui nel quale credette, Dio, che fa rivivere i morti, e chiama all'esistenza le cose che non sono.

18. Egli, sperando contro speranza, credette, per diventare padre di molte nazioni, secondo quello che gli era stato detto: «Cosí sarà la tua discendenza».

19. Senza venir meno nella fede, egli vide che il suo corpo era svigorito (aveva quasi cent'anni) e che *Sara non era piú in grado di essere madre;

20. davanti alla promessa di Dio non vacillò per incredulità, ma fu fortificato nella sua fede e diede gloria a Dio,

21. pienamente convinto che quanto egli ha promesso, è anche in grado di compierlo.

22. Perciò gli fu messo in conto come giustizia.

23. Or non per lui soltanto sta scritto che questo gli fu messo in conto come giustizia,

24. ma anche per noi, ai quali sarà pure messo in conto; per noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesú, nostro Signore,

25. il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.